Quando Tim Allen e Pamela Anderson si sono scambiati un momento spontaneo e luminoso sul red carpet dei Teen Choice Awards 2002 agli Universal Studios, i fotografi hanno immortalato molto più di un semplice scatto tra celebrità. Tra jeans a vita bassissima, quinte vivaci e quell’inconfondibile energia Y2K che vibrava a Hollywood quella sera, l’immagine ha racchiuso un autentico ponte tra due epoche d’oro della TV americana. Vedere questi due pesi massimi del piccolo schermo ridere fianco a fianco è stato come rispolverare una capsula del tempo nascosta, a ricordare quanto i loro primi passi nello showbiz fossero visceralmente intrecciati.

Per cogliere appieno l’essenza di quella foto, bisogna però riavvolgere il nastro fino al 1991, agli albori della sitcom Superstar (Home Improvement). Prima di trasformarsi in un fenomeno globale, la Anderson muoveva i suoi primi passi sul set nei panni di Lisa, la primissima «Tool Time Girl». Con il suo look da ferramenta d’ordinanza, il suo carisma solare e disinvolto faceva da perfetto contraltare a Tim «L’Uomo Cantiere» Taylor, l’imbranato tuttofare interpretato da Allen tra un ruggito e un disastro. Sebbene la Anderson abbia lasciato lo show dopo sole due stagioni per correre sulle spiagge dorate di Malibu, quell’intesa sullo schermo, per quanto breve, ha gettato basi fondamentali per le sfolgoranti carriere di entrambi.

Poco dopo aver appeso al chiodo la cintura degli attrezzi di «Tool Time», la Anderson è schizzata nell’Olimpo dello star system mondiale vestendo i panni di C.J. Parker in Baywatch. Con il suo iconico costume rosso, non si è limitata a entrare nel cast dello show più visto del pianeta: si è trasformata in un’icona di stile globale e in un punto fermo della cultura pop e scandalistica. Per tutti gli anni Novanta e i primi Duemila, la sua presenza è stata onnipresente, regina incontrastata delle copertine e musa della moda balneare, rimanendo uno dei volti più celebri e immortali dell’epoca.
Nel frattempo, Allen stava costruendo una carriera monumentale ben al di fuori dei confini del garage casalingo. Mentre Superstar dominava gli ascolti, il suo talento ha conquistato il grande schermo, prestando la voce al vulcanico ranger spaziale Buzz Lightyear nella rivoluzionaria saga di Toy Story targata Pixar e portando nelle sale la magia natalizia di Che fine ha fatto Santa Claus?. Nel 2002, Allen non era più soltanto il papà simpatico della TV, ma un nome fondamentale del cinema per famiglie, la cui voce e presenza scenica hanno accompagnato l’infanzia di un’intera generazione.

Quella breve reunion del 2002 rimane un affascinante ritratto dei cerchi che si chiudono nei modi più inaspettati a Hollywood. Al di là dei lustrini e del clamore giovanile dei Teen Choice Awards, quella fotografia cristallizza un raro punto d’incontro dove la nostalgia televisiva degli anni Novanta si è scontrata frontalmente con il glamour dello star system dei primi anni Duemila. Un omaggio discreto alle origini di ciascuno, a dimostrazione del fatto che, per quanto lontane possano essere le orbite raggiunte dalle star nella pop culture, le radici dei primi passi in TV finiscono sempre per ricongiungerle.